Il 7 giugno alle ore 18.00, alla Villa dei Capolavori della Fondazione Magnani-Rocca, il Quartetto Luigi Magnani chiude i Pomeriggi Musicali con il concerto Il fuoco. D'Annunzio e la musica, in dialogo con la mostra «Il Simbolismo in Italia». In programma il Quartetto in Sol minore di Claude Debussy. L'ingresso è incluso nel biglietto della mostra e non è necessario prenotare.
D'Annunzio e Debussy, un'amicizia in musica
La prosa di Gabriele d'Annunzio ha un suo tempo, un respiro, una corrente sotterranea che la attraversa come un basso continuo: per il poeta il mondo sonoro precede la musica stessa e la scrittura diventa una forma del comporre. Da qui il suo dialogo con i grandi musicisti del tempo, e l'amicizia più intensa di tutte, quella con Claude Debussy, a cui guarda il concerto.
Il titolo viene dal romanzo veneziano del 1900, Il fuoco, il libro in cui d'Annunzio aveva eletto Richard Wagner a proprio nume e l'opera d'arte totale a proprio orizzonte. Pochi anni dopo, durante l'esilio parigino, quel sogno trova un nuovo interlocutore: il poeta cerca Debussy, lo trova, e dall'incontro nasce Le Martyre de Saint-Sébastien, mistero sacro in cinque mansioni interpretato da Ida Rubinstein e accolto, alla prima del 1911, dalla censura ecclesiastica che lo giudicò troppo sensuale e pagano. Una collaborazione che d'Annunzio definì un'alleanza spirituale suggellata dalle prime note.
Il Quartetto in Sol minore
Il Quartetto in Sol minore è anteriore a quell'incontro: risale al 1893 ed è l'unica prova di Debussy nel genere. Eppure conteneva già il mondo che i due artisti avrebbero condiviso — forme libere, cromatismi cangianti, armonie sospese in una luce indeterminata — ovvero la grammatica stessa del Simbolismo musicale, l'orizzonte in cui poesia e suono cercano la medesima soglia, quella che d'Annunzio chiamava l'inafferrabilità dell'essere.
A eseguirlo è il Quartetto Luigi Magnani, formato da Paolo Mora (violino), Michele Rossi (violino), Novella Bianchi (viola) e Giacomo Fossa (violoncello).
D'Annunzio, figura cardine della mostra
Il concerto si lega alla mostra «Il Simbolismo in Italia», in corso alla Fondazione Magnani-Rocca fino al 28 giugno, che si apre proprio dalle origini letterarie della nuova estetica antinaturalista. Il ruolo di d'Annunzio come aggregatore è documentato dall'Isaotta Guttadauro, il libro d'artista da lui voluto e illustrato dai pittori del gruppo In Arte Libertas. Ad accogliere i visitatori in questa sezione è il suo ritratto in bronzo, plasmato da Paolo Troubetzkoy intorno al 1892 e proveniente dal Museo del Vittoriale, mentre molte delle opere esposte si ispirano alle sue pagine, come La coperta dello Zodiaco, l'illustrazione che Giulio Aristide Sartorio realizzò per Il piacere. La stessa voce che suona nella prosa torna così in immagine e, infine, in musica.
Visite guidate
La mostra si può visitare con guida specializzata il sabato alle 16.30 e la domenica e nei festivi alle 11.30, 16.00 e 17.00. Il costo è di 5€ per la guida più il biglietto d'ingresso da 15€; le visite guidate si prenotano all'indirizzo prenotazioni@magnanirocca.it. Per il solo ingresso non occorre prenotare: i biglietti si acquistano all'arrivo.

Informazioni utili
- Concerto: Il fuoco. D'Annunzio e la musica, 7 giugno ore 18.00
- Dove: Villa dei Capolavori, Fondazione Magnani-Rocca
- Ingresso al concerto: incluso nel biglietto della mostra «Il Simbolismo in Italia» (15€); non serve prenotare
- Mostra: «Il Simbolismo in Italia», fino al 28 giugno
- Visite guidate: sabato 16.30; domenica e festivi 11.30, 16.00, 17.00 — guida 5€ + ingresso 15€, su prenotazione (prenotazioni@magnanirocca.it)
La mostra è realizzata grazie a Fondazione Cariparma e Crédit Agricole Italia, con il contributo di Barilla e di Polo Parma. Maggiori informazioni sul sito ufficiale della Fondazione: magnanirocca.it.
